a cura di Francesco Carta

Ucraina

La scuola e le religioni

La scuola in Ucraina è gratuita e aperta a tutti i cittadini indiscriminatamente. L’obbligo scolastico va dai 6 ai 17 anni di età, ma è in corso una riforma che gradualmente lo aumenterà di un anno.

Il 98% dell’istruzione obbligatoria è pubblica.

In Ucraina la Chiesa e le organizzazioni religiose sono separate dallo Stato. In virtù di questo principio la Costituzione ucraina, approvata nel 1996, recita esplicitamente, all’articolo 35, che la scuola dev’essere separata dalla Chiesa.

Le scuole private e religiose sono libere di organizzare i propri curricula scolastici ma non sono riconosciute dallo Stato e non ricevono alcun sussidio pubblico.

Denominazione della materia e collocazione nei programmi scolastici

In seguito all’Ordine n°437 del 26 luglio 2005 “sullo studio di corsi opzionali di Etica della fede e Studi religiosi”, emanato dal Ministero dell’Educazione e della Scienza dell’Ucraina, è possibile istituire, all’interno delle scuole pubbliche, dei corsi opzionali di tipo confessionale (es. Fondamenti dell’etica cristiana ecc.) organizzati dalle istituzioni delle diverse religioni del territorio. Tali corsi possono essere sostituiti con quelli di etica laica o seguiti insieme a essa.

I programmi e i libri di testo di questi corsi devono essere approvati da un’apposita commissione afferente al Ministero dell’Educazione e della Scienza dell’Ucraina per le questioni etiche.

Per approfondire:

Costituzione ucraina:
http://biblioteka.sejm.gov.pl/wp-content/uploads/2017/06/Ukraina_ang_010117.pdf

Sistema scolastico ucraino:
https://theewc.org/resources/school-education-in-ukraine/
https://refugee-ed.sqe.gov.ua/for-governments/
https://emergency.mon.gov.ua/educationalsystem/#tab-4

Sui rapporti tra Stato e religione in Ucraina:
https://classic.iclrs.org/content/blurb/files/Ukraine.1.pdf
https://www.state.gov/reports/2021-report-on-international-religious-freedom/ukraine/
https://khpg.org/en/1151768398

Sulle attuali questioni legato all’insegnamento confessionale nelle scuole:
https://history.sspu.edu.ua/images/2021/11/26/_9_2021_-tmns_elektronne_vidannya.pdf#page=18

Russia

L’attuale Costituzione della Federazione Russa (1993) proclama la natura laica dello Stato e afferma esplicitamente che: “La Federazione Russa è uno Stato laico. Nessuna religione può costituirsi in qualità di religione di Stato od obbligatoria” (articolo 14, paragrafo 1) [1]. Il paragrafo 2 dello stesso articolo afferma inoltre che: “Le associazioni religiose devono essere indipendenti dallo Stato e sono uguali davanti alla legge”. Anche se il progetto politico e culturale comunista in passato aveva fortemente influito sull’abbandono della religiosità tradizionale, in favore dell’ateismo, ad oggi, circa il 64% dei cittadini russi si identifica come ortodosso, l’1% appartiene ad altre confessioni cristiane, il 6% si proclama musulmano, circa l’1% è seguace di altre religioni (tra cui l’ebraismo e il buddismo), mentre il 25% si definisce non credente [2].

A partire dal 2009, in seguito all’ascesa al soglio patriarcale del Metropolita Kirill, la Chiesa Ortodossa ha acquisito un’importanza ed una popolarità crescente nella società russa.
Nell’ambito della cultura e dell’istruzione, pur mantenendo fede all’inderogabile principio della laicità dello Stato, sono stati compiuti dei progressivi interventi nell’istruzione universitaria e scolastica, finalizzati all’acquisizione di una formazione che comprendesse anche lo studio delle scienze delle religioni.

Il primo progetto educativo relativo alla formazione in ambito religioso è stato approvato dal Ministero dell’Istruzione nel 1992, e riguardava corsi di formazione di livello universitario. Negli atenei statali e non statali (confessionali e privati) sono stati attivati corsi di laurea in teologia, che hanno generato un vivace dibattito relativo ai contenuti ed all’impostazione da dare ai nuovi corsi [3].

A partire dal 1999, il corso di laurea triennale è stato arricchito e completato da un corso magistrale. Nell’autunno del 2013, dopo l’entrata in vigore della nuova legge

sull’educazione nella Federazione Russa, si è delineata una svolta significativa anche negli studi teologici universitari: il ministero dell’Istruzione e della Scienza russo ha approvato il nuovo elenco dei corsi universitari, questo ha comportato anche il riconoscimento, a livello statale, dei titoli accademici di ambito teologico.

Università pubbliche e private ad oggi hanno attivato corsi di laurea riconosciuti dallo Stato e dalla Chiesa Ortodossa: le Accademie Teologiche Ortodosse di Mosca e San Pietroburgo, l’ Ortodossa Tsaritsin, l’Istituto Teologico Ortodosso di Santo Makaryevsky, le Università di Omsk, di Altai e di Nizhny Novgorod etc [4].

Negli ultimi decenni, anche la religione islamica ha trovato notevole diffusione all’interno della Federazione Russa, e conseguentemente, sono nate le Università islamiche di Mosca, Kazan, Ufa e Nizhny Novgorod.

Dall’anno 2012, dopo quasi sette decenni di ateismo, la Russia ha scelto di reintrodurre in via sperimentale l’educazione religiosa nelle scuole pubbliche [5]: è stato infatti inserito un corso obbligatorio da seguire nel quarto anno della scuola primaria, intitolato Fondamenti di culture religiose ed etica secolare (ORKSE) [6]. Il decreto, approvato da Putin e condiviso non solo dal Patriarcato di Mosca ma anche dalla comunità musulmana, ha suscitato un ampio dibattito.

La nuova disciplina, come stabilito dal decreto-legge, comprende sei moduli e i genitori (o rappresentanti legali) di ciascun bambino/a, sono chiamati a sceglierne uno:

• ” Fondamenti di cultura ortodossa ”
• ” Fondamenti di cultura islamica ”
• ” Fondamenti di cultura buddista ”
• ” Fondamenti di cultura ebraica ”
• ” Fondamenti di culture religiose dei popoli della Russia”
• ” Fondamenti di etica secolare ”

Conformemente alle norme costituzionali (articoli 13 e 14 della Costituzione della Federazione Russa), nonché alla legge “Sulla libertà di coscienza e sulle associazioni religiose”, la scelta di uno dei 6 moduli è diritto esclusivo dei genitori (legali rappresentanti) di studenti minorenni. Il percorso formativo dell’ORKSE è un unico sistema educativo integrato. Tutti i suoi moduli devono coerenti tra loro in termini di obiettivi pedagogici, requisiti e risultati dei contenuti educativi.

Il corso di formazione ORKSE è culturale e non teologico; pertanto, l’obiettivo dichiarato è quello di sviluppare negli scolari di età compresa tra 10 e 11 anni conoscenze ideali e valori morali che costituiscono la base delle tradizioni religiose e secolari della cultura russa. Alcuni analisti sostengono che tale progetto educativo, stabilito dalla legge di Stato, sia stato fortemente voluto da Putin per fronteggiare – con l’intento di attivare un processo di rieducazione e moralizzazione – un Paese, e in particolar modo le sue periferie, fortemente in crisi non solo economica, ma soprattutto umana e familiare.

Quest’anno ricorre il decimo anniversario dall’introduzione sperimentale del corso di Cultura Religiosa ed Etica Secolare (ORKSE) nelle scuole russe. È trascorso dunque un decennio ed è possibile tracciare un bilancio sui risultati dell’esperimento culturale intrapreso nel 2012, e non ancora tramutato in un insegnamento permanente.

Sulla base delle statistiche [7], nel corso degli anni è emerso come “Fondamenti di etica secolare” sia stato scelto dal 42% degli studenti, “Fondamenti di cultura ortodossa” è stato selezionato dal 34% (con un trend in crescita rispetto al 30% nel 2012), “Fondamenti delle Culture religiose” è al terzo posto con il 17% (18% nel 2012), “Fondamenti di cultura islamica” è stato scelto dal 5% degli studenti (in decrescita rispetto al 9% iniziale). I moduli riguardanti lo studio dei fondamenti delle culture Buddista ed Ebraica sono rimasti a un livello statisticamente molto basso, inferiore all’1%.

Tuttavia, l’opinione pubblica non sembra gradire particolarmente la presenza di corsi di etica e religione all’interno della scuola pubblica. L’ultima indagine condotta dal Centro Levada [8] ha mostrato come il gradimento dei corsi ORKSE sia in calo: la quota di coloro che aderiscono all’insegnamento delle basi della religione a scuola è in costante decrescita, mentre la percentuale di coloro che ritengono che “non dovrebbe esserci posto per la religione nelle scuole” ha registrato un incremento di quasi due volte in otto anni e mezzo, passando dal 17% del 2013 al 31% del 2021. Un atteggiamento di critica nei confronti di questo insegnamento è rilevato soprattutto tra chi appartiene alla fascia di età 18-24 anni, ossia tra coloro che hanno vissuto l’esperienza diretta di questo insegnamento sperimentale. Emerge inoltre, come osservato dal sociologo Lev Gudkov, che il 22% di coloro che sono favorevoli all’introduzione dell’istruzione religiosa nelle scuole secondarie sono principalmente “provinciali, residenti di città medie e piccole e popolazione rurale. Non molto istruiti, non molto ricchi e, di conseguenza, molto tradizionalisti” [9]. La comunità ortodossa, a sua volta, è insoddisfatta della brevità del corso e della mancanza di integrità nell’educazione morale delle giovani generazioni.

In conclusione, i punti su cui convergono quasi tutti i critici dei corsi ORKSE sono due: da un lato, la collocazione nel curricolo scolastico (tra 4a e 5a elementare, per un totale di 34 ore) e, dall’altro, gli obiettivi formativi. Di fatto, la qualità dell’insegnamento, secondo gli stessi insegnanti dovrebbe essere migliorata con altri metodi: in dieci anni sono stati proposti ai docenti di scuola primaria dei corsi di breve durata che però non hanno prodotto effetti a lungo termine.

In linea di principio, è vero che lo scopo per cui è nato il corso “Fondamenti di culture religiose ed etica secolare” è conforme ai Principi di Toledo e si propone di incentivare una appropriata comprensione della diversità religiosa del mondo contemporaneo; tuttavia, nonostante questa affermazione di massima, la declinazione del corso nel concreto ha suscitato forti critiche da parte di accademici e analisti, che non hanno mancato di sottolineare che questo insegnamento possa creare divisioni e che si possa facilmente incorrere in pericolose conseguenze quali l’indottrinamento confessionale [10].

Per approfondire:

Costituzione della Federazione Russa:
http://www.constitution.ru/index.htm

Ministero dell’Istruzione della Federazione Russa:
https://minobrnauki.gov.ru/

Sito dell’ORKSE con relativi programmi, normative e statistiche:
http://orkce.apkpro.ru/

[1] Cfr. https://www.art3.it/Costituzioni/cost%20RUSSA.pdf
[2] Per queste statistiche cfr. O. FILINA, Mapping Russia’s Religious Landscape, https://www.rbth.com/articles/2012/08/30/mapping_russias_religious_landscape_17819.html
[3] D. SHMONIN, Theology in Secular and Denominational Universities in Contemporary Russia: Problems and Prospects for the Development of Religious Education, in «Islamic Education in Secular Societies» , Ednan Aslan, Margaret Rausch (eds.), Frankfurt am Main, Berlin, Bern, Bruxelles, New York, Oxford, Wien, Peter Lang edition, 2013, pp. 237-246.
[4] D. SHMONIN, Religion ed education in contemporary Russia: the dynamics of recent years, in «Analysis» 2014, pp. 1-10.
[5] Per una lettura della normativa che introduce in via sperimentale i corsi ORKSE cfr. http://orkce.apkpro.ru/209.html
[6] http://arz-skola7.3dn.ru/_ld/2/210_pi08-250.pdf; http://orkce.apkpro.ru/
[7] Si tratta delle statistiche ufficiali rese note dal Ministero dell’Istruzione Russo al sito http://orkce.apkpro.ru/monitoring_testirovanie.html
[8]Per una lettura completa dei dati: https://www.levada.ru/2017/07/18/religioznost/
[9] https://www.levada.ru/2022/02/04/eksperimentalnoe-patriarshestvo/
[10] Per un approfondimento sui programmi dei corsi ORKSE e sulle criticità emerse nel decennio di sperimentazione di questo insegnamento cfr. https://www.ponarseurasia.org/a-decade-of-religious-education-in-russian-schools-adrift-between-plans-and-experiences/

 

Schermo Intero
Previous articleL’insegnamento delle religioni a scuola: il Portogallo
Next articleEditoriale Giugno 2023